Nel 2020, a seguito della pandemia di Covid-19, ha preso il via il nostro programma di kit packing, per rispondere alle emergenze alimentari in cui molte persone si sono trovate a vivere proprio a causa della pandemia. Oggi, il programma è ancora attivo, e si propone di aiutare persone che si trovano in situazioni di instabilità e insicurezza alimentare a causa di guerre o crisi umanitarie.
I kit contengono al loro interno cibi facili da cucinare, che rappresentano l’equivalente di circa 40 pasti. Sono anche facili da trasportare, il che li favorisce la loro consegna anche in contesti complessi e difficili da raggiungere.

Negli ultimi anni, a causa della situazione contingente, la nostra azione si è concentrata soprattutto sull’Ucraina e sui territori vicini e indirettamente coinvolti nella guerra, come ad esempio la Moldavia o la Slovacchia.
Grazie alle donazioni che abbiamo ricevuto, siamo stati in grado di distribuire ben 4.100 kit solo nell’ultimo anno, aiutando persone nelle aree molto colpite, come le donne di Odessa che hanno perso il padre o il marito in guerra, o le famiglie di zone pesantemente danneggiate come Kharkiv e Zaporizhzhia.
Per riuscire a raggiungere queste zone, è stato fondamentale l’aiuto delle nostre associazioni partner, che ci hanno permesso di arrivare in luoghi che, per varie motivazioni, erano difficili da raggiungere.

Portare cibo in queste zona significa portare sollievo e speranze a persone che quotidianamente si ritrovano in situazioni di incertezza alimentare, sia personale che relativa alla propria famiglia.
Una delle storie più impattanti che ci è arrivata da questo progetto è infatti quella della famiglia Ivanenko, composta da padre, madre e dieci figli nella città di Donetsk. Lo scoppio della guerra ha messo i genitori in una situazione di preoccupazione costante, viste le difficoltà di reperire cibo e riscaldamento per dieci persone.

Grazie appunto al sostegno di Convoy of Hope, la famiglia ha ricevuto kit alimentari, rifornimenti essenziali e vestiti per i bambini. Quello che ha portato maggiore gioia, tuttavia, sono stati i regali di Natale per ognuno dei figli.
Questo aiuto è molto di più del supporto materiale” – ha commentato la madre – “perché ci ricorda che non siamo soli. La gentilezza di persone sconosciute ci ricorda che dobbiamo continuare ad andare avanti. Questo aiuto, questa cura – è una luce nei giorni più bui”.

Uno dei bambini ha aggiunto: “Il cibo e i vestiti caldi ci hanno dato speranza, ma i regali di Natale sono stati come un vero e proprio miracolo, perché ci hanno dimostrato che qualcuno è davvero interessato a noi”.
Programmi come questo non sono solo una questione di pasti, ma rappresentano una luce nelle situazioni più buie. Persone che hanno perso tutto, che sono state costrette a fuggire dai posti in cui avevano vissuto per tutta la vita, hanno potuto vivere un momento di ristoro grazie agli aiuti che arrivano dalle organizzazioni internazionali e non solo.
Garantire la continuità è il passo più importante, per far sì che questi momenti non siano sporadici, ma continuino nel tempo per poter permettere alle persone di vivere una vita dignitosa e senza fame anche in condizioni di instabilità politica ed economica.
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